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Come gestire un cliente arrabbiato: 5 passi e frasi

Marcelo Pereira9 min di lettura

Una donna dietro il banco assistenza di un negozio ascolta con calma un uomo anziano frustrato che tiene in mano uno scontrino e spiega il suo reclamo.

Per gestire un cliente arrabbiato lascialo dire tutto, mostra che hai capito, prenditi in carico il passo successivo, proponi una soluzione concreta e verifica che vada bene per lui. L’obiettivo non è vincere la discussione. È far scendere l’emozione quanto basta per risolvere il problema insieme.

La rabbia raramente riguarda te. Riguarda una consegna che non è arrivata o una bolletta sbagliata. Spesso riguarda la terza telefonata per lo stesso problema. Ma il modo in cui rispondi nel primo minuto decide se il cliente si calma o alza la voce.

Reclamo o rabbia: capisci che cosa hai davanti

Un reclamo riguarda un problema. La rabbia riguarda quello che il cliente prova per quel problema. Molti clienti portano tutte e due le cose, e la differenza conta. Non puoi risolvere il problema finché l’emozione è ancora alta.

Reclamo Rabbia
Che cosa vuole il cliente Una soluzione Prima essere ascoltato, poi una soluzione
Come suona «Il mio ordine è arrivato danneggiato.» «È la terza volta! Ma lì c’è qualcuno che sa quello che fa?»
Che cosa funziona per primo Fatti e una soluzione Ascolto e riconoscimento
Che cosa va storto Troppa comprensione, poca azione Passare alla soluzione troppo presto

Un cliente che fa solo un reclamo vuole velocità. Non fargli ascoltare tre frasi di comprensione. Un cliente arrabbiato ha bisogno del contrario. Se passi subito alla soluzione, sente «non gli importa niente, vuole solo chiudere la telefonata».

Come gestire un cliente arrabbiato in cinque passi

1. Lascialo sfogare

Non interromperlo. Probabilmente il cliente ha ripassato tutto nella sua testa prima di chiamare. Finché non l’ha detto, non riesce ad ascoltarti.

Fagli capire che ci sei senza intervenire. Al telefono bastano brevi segnali come «mm» oppure «capisco». Prendi appunti. Quando si ferma, aspetta un attimo prima di parlare. Spesso c’è dell’altro.

2. Riconosci l’emozione e i fatti

Ripeti con parole tue che cosa è successo e che effetto ha avuto su di lui. È la prova che hai ascoltato.

Esempio: «Quindi è senza internet da lunedì, lavora da casa e ha già chiamato due volte senza una soluzione. Capisco perché è arrabbiato.»

Riconoscere non vuol dire ammettere una colpa. Stai dicendo che hai capito, non che l’azienda ha sbagliato. Se l’azienda ha sbagliato, dillo con semplicità: «Non sarebbe dovuto succedere.»

3. Prenditi in carico il problema

I clienti arrabbiati sono stati spesso passati da una persona all’altra. Fai capire che il passo successivo lo segui tu personalmente.

Esempio: «Seguo io la cosa finché non capiamo che cosa sta succedendo. Controllo subito la sua linea.»

Prendersi in carico il problema non significa poter risolvere tutto. Significa che adesso il cliente ha una sola persona con cui parlare.

4. Proponi una soluzione

Dai un’azione concreta con un orario. Se hai più possibilità, offrine due.

Esempio: «Posso fissare un tecnico per domani mattina tra le otto e mezzogiorno, oppure giovedì pomeriggio. Che cosa le va meglio?»

Se non puoi risolvere durante la telefonata, di’ che cosa farai e quando ti farai risentire. «La richiamo entro le cinque di oggi con una risposta» è molto meglio di «la contatterà qualcuno».

5. Verifica

Controlla che il piano vada bene per lui e riassumilo.

Esempio: «Quindi il tecnico viene domani mattina, e stasera le mando un SMS con la fascia oraria precisa. C’è altro che posso sistemare per lei?»

La verifica chiude il cerchio. Senza, il cliente può dire di sì per stanchezza e richiamare più arrabbiato la settimana dopo.

Frasi per calmare la tensione: da usare e da evitare

Alcune frasi calmano le persone. Altre sembrano educate all’operatore e una provocazione al cliente.

Da evitare Perché si ritorce contro Di’ invece
«Si calmi.» Gli dice che la sua emozione è sbagliata «Sento quanto è stato frustrante.»
«È la nostra politica.» Suona come un muro «Ecco che cosa posso fare nel rispetto delle regole.»
«Avrebbe dovuto…» Dà la colpa al cliente «Adesso risolviamo. La prossima volta, ecco la strada più veloce.»
«Io sono solo un operatore.» Rifiuta la responsabilità «Me ne occupo io.»
«Capisco.» detto per riflesso Suona vuoto «Quindi in bolletta ci sono due addebiti per lo stesso mese. È così?»
«Non posso fare niente.» Chiude la conversazione «Questo non posso cambiarlo, ma posso fare quest’altro.»
«Come le ho già detto…» Suona impaziente Ripetilo in modo più semplice.
«Purtroppo…» come prima parola Annuncia una brutta notizia prima di qualsiasi aiuto Comincia da quello che puoi fare.

Tieni la voce più bassa e più lenta della sua. Molti clienti seguono a poco a poco una voce calma. Se alzi la tua per farti sentire, di solito alzano anche la loro.

Al telefono e di persona

Al telefono

Hai solo la tua voce, e il cliente anche. Il silenzio può sembrare assenza, quindi dai brevi segnali che stai ascoltando. Non mettere mai in attesa un cliente arrabbiato senza dirgli perché e per quanto tempo.

Esempio: «Devo controllare la sua posizione. Ci vorranno circa due minuti. Va bene?»

Torna prima del tempo che hai annunciato. Evita i trasferimenti quando puoi. Se devi trasferire, spiega prima la situazione al collega, così il cliente non deve ripetere tutta la storia.

Di persona

Il cliente vede il tuo viso e la tua postura. Mettiti alla sua altezza, tieni le mani in vista e lasciagli spazio. Se altri clienti stanno guardando, invita il cliente arrabbiato in un punto più tranquillo.

Esempio: «Venga qui un attimo, così guardiamo la cosa con calma insieme.»

Aiuta tutti e due. Il cliente non ha più un pubblico, e tu non ti senti più osservato.

Quando la rabbia supera il limite

La frustrazione è normale. Gli insulti e le minacce no. Puoi mettere un limite senza far salire la tensione:

Esempio: «Voglio aiutarla e lo farò. Per farlo, ho bisogno che restiamo nel rispetto reciproco.»

Se gli insulti continuano, segui la procedura della tua azienda, che può voler dire chiudere la telefonata o chiamare un supervisore. Di’ che cosa succederà prima di farlo. I team devono conoscere questa procedura prima di averne bisogno, non scoprirla durante una telefonata difficile.

Dopo la telefonata

Una telefonata difficile ti resta addosso per un po’. Se la coda lo permette, lascia all’operatore un minuto prima della chiamata successiva. Il team leader può fare una sola domanda dopo: «Che cosa ti ha aiutato in quella telefonata?» Trasforma un brutto momento in una lezione.

Registra anche la causa della rabbia. Quando la stessa causa torna più volte, la soluzione va cercata nel processo, non nello script dell’operatore.

Come allenarsi a gestire i clienti arrabbiati

Restare calmi sotto pressione è un riflesso, e i riflessi nascono dalla ripetizione. Leggere le frasi qui sopra è un inizio, non l’allenamento.

Esercizio Tempo Che cosa allena
Sfogo e sintesi: un collega si sfoga per un minuto, tu riassumi in due frasi 10 min Ascoltare fino alla fine e riconoscere con precisione
Cambio di frase: un collega dice una frase della colonna «da evitare», tu la sostituisci ad alta voce 5 min Eliminare le frasi di riflesso
Stessa telefonata, tre temperature: irritato, arrabbiato, poi quasi urlante 15 min Tenere gli stessi cinque passi mentre l’emozione sale
Registrati e riascoltati: registra una telefonata di prova e ascolta il tuo tono nei primi 30 secondi 10 min Ritmo e tono della voce

Per schede complete su entrambi i lati della conversazione, usa questi scenari di role playing per il servizio clienti. Il primo passo della sequenza dipende dall’ascolto, e questi esercizi di ascolto attivo lo allenano in modo mirato.

Allenarsi con un cliente AI arrabbiato

I colleghi raramente interpretano la rabbia in modo convincente, e agli operatori non piace allenarsi davanti al team. Un cliente AI può essere arrabbiato ogni volta, senza nessun imbarazzo.

Su Replio gli operatori parlano ad alta voce con una persona AI in tempo reale. Puoi impostare un cliente senza internet da tre giorni, che a metà telefonata si lamenta di un operatore precedente e il cui bisogno nascosto è sapere esattamente quando arriverà il tecnico. Aggiungi una condizione di successo, per esempio «il cliente accetta una fascia oraria precisa». Aggiungi una condizione di fallimento, per esempio «l’operatore dice “è la nostra politica” senza offrire alternative».

Una cosa concreta da provare: usa quella persona in modalità esercizio con difficoltà difficile e segui i cinque passi. Poi rifai la telefonata cambiando una sola cosa, per esempio aspettare un attimo di più prima di parlare. Al termine di una sessione completata ricevi un punteggio con un feedback scritto, e il team leader può leggere la trascrizione e aggiungere la sua valutazione. Il piano gratuito include una prova vocale unica di 15 minuti, abbastanza per qualche telefonata. I piani per i team sono nella pagina dei prezzi.

Domande frequenti

Come si calma un cliente arrabbiato?

Lascialo finire, riconosci che cosa è successo e che effetto ha avuto su di lui, poi prenditi in carico un passo successivo concreto. Parla più lentamente e con un tono più basso del suo.

Che cosa non dire a un cliente arrabbiato?

Evita «si calmi», «è la nostra politica» e «non posso fare niente». Suonano come rifiuti. Di’ invece che cosa puoi fare.

Come gestire un cliente arrabbiato al telefono?

Dai brevi segnali che stai ascoltando, spiega ogni attesa prima di metterlo in attesa ed evita i trasferimenti. Riassumi il problema con parole tue prima di proporre una soluzione.

Quali sono le tecniche per calmare la tensione nel servizio clienti?

Ascoltare senza interrompere, nominare l’emozione del cliente e i fatti, abbassare la voce e il ritmo, offrire due possibilità invece di una e confermare il piano alla fine.

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