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ascolto attivocompetenze comunicative

9 esercizi di ascolto attivo per i team di lavoro

Replio5 min di lettura

Due colleghi a un tavolo: uno parla mentre l’altra ascolta con piena attenzione

Ascolto attivo significa dare a chi parla tutta la tua attenzione, verificare di aver capito e dimostrarlo prima di rispondere. Il termine si deve agli psicologi Carl Rogers e Richard Farson, che lo descrissero nel 1957.

Sembra semplice, e quasi tutti pensano di farlo già. In pratica prepariamo la nostra risposta mentre l’altro sta ancora parlando. I nove esercizi che seguono allenano l’abitudine opposta. Ognuno richiede tra i cinque e i quindici minuti e non serve nessun materiale.

Le tre competenze dell’ascolto attivo

  • Attenzione. Ti concentri su chi parla invece di pensare alla tua prossima frase.
  • Riformulazione. Restituisci quello che hai capito, emozione compresa.
  • Domande. Chiedi per capire. Una domanda che serve solo a portare l’altro verso la tua opinione non conta.

Ogni esercizio qui sotto ne allena almeno una.

Esercizi in coppia

1. Parafrasa prima di rispondere

Durata: 5 minuti. Allena: la riformulazione.

Una persona racconta un problema di lavoro che sta vivendo. Prima di dare qualsiasi opinione, chi ascolta deve cominciare con «Se ho capito bene…» e riassumere. Chi parla conferma o corregge. Solo allora chi ascolta può rispondere.

Spesso ci si sorprende di quante correzioni si ricevono.

2. Il monologo di tre minuti

Durata: 8 minuti. Allena: l’attenzione.

Una persona parla per tre minuti di un argomento che le sta a cuore. Chi ascolta resta in silenzio: niente domande, niente commenti, niente «anche a me». Poi chi ascolta riassume in trenta secondi e i due si scambiano i ruoli.

Tre minuti di silenzio sembrano lunghissimi. Quel disagio è proprio lo scopo dell’esercizio.

3. Dai un nome all’emozione

Durata: 5 minuti. Allena: la riformulazione.

Chi parla descrive una situazione frustrante vissuta di recente. Chi ascolta risponde solo con quello che pensa abbia provato l’altro: «Mi sembra una cosa scoraggiante.» Chi parla dice se è così.

È la competenza centrale per gli operatori dell’assistenza e per i manager. Una persona che si sente capita diventa più facile da aiutare.

4. Solo domande aperte

Durata: 6 minuti. Allena: le domande.

Chi ascolta ha tre minuti per scoprire il più possibile su un progetto dell’altra persona, usando solo domande aperte. Ogni domanda a cui si può rispondere con sì o no costa un punto.

Mostra quanto spesso facciamo domande chiuse che contengono già la nostra opinione.

Esercizi per il team

5. La staffetta dei riassunti

Durata: 10 minuti. Allena: attenzione e riformulazione.

In una riunione di team, ognuno deve riassumere in una frase l’intervento precedente prima di aggiungere il proprio punto. Fatelo per un punto dell’ordine del giorno.

All’inizio le riunioni rallentano. Poi si accorciano, perché si smette di ripetere quello che hanno già detto gli altri.

6. Descrivi e disegna

Durata: 10 minuti. Allena: le domande.

Due persone si siedono schiena contro schiena. Una descrive un disegno semplice. L’altra lo riproduce e può fare tutte le domande che vuole. Confrontate il risultato, poi ripetete con le domande vietate.

Il secondo disegno viene quasi sempre peggio. È una dimostrazione chiara di quanto valgono le domande di chiarimento.

7. La pausa di due secondi

Durata: un’intera riunione. Allena: l’attenzione.

Per una riunione, tutti aspettano due secondi dopo che qualcuno ha finito di parlare prima di prendere la parola. Spariscono le interruzioni e i colleghi più riservati hanno lo spazio per finire il loro ragionamento.

8. L’ascoltatore distratto

Durata: 6 minuti. Allena: la consapevolezza.

In coppia, chi parla racconta due volte una breve storia. La prima volta chi ascolta guarda il telefono e distoglie lo sguardo. La seconda volta presta piena attenzione. Poi chi parla descrive la differenza.

Nessuno dimentica che effetto fa la prima versione.

Un esercizio per chi lavora a contatto con i clienti

9. L’analisi della trascrizione

Durata: 15 minuti. Allena: tutte e tre le competenze.

Prendete la trascrizione o la registrazione di una vera chiamata con un cliente. Segnate ogni momento in cui il cliente ha lanciato un segnale che l’operatore non ha colto: una preoccupazione, un’esitazione, un dettaglio buttato lì per caso. Discutete quale sarebbe stata una buona domanda di approfondimento.

È l’esercizio più vicino al lavoro reale, e si porta direttamente nella chiamata successiva. La stessa analisi funziona dopo un role playing per il servizio clienti.

Come esercitarsi da soli

L’ascolto è difficile da allenare da soli, perché serve qualcuno da ascoltare. Due opzioni funzionano.

Conversazioni registrate. Ascolta un’intervista in un podcast. Metti in pausa dopo ogni risposta e di’ ad alta voce la tua parafrasi. Poi confrontala con quello che fa l’intervistatore subito dopo.

Pratica di conversazione con l’AI. Una conversazione vocale con una persona AI rende visibili i segnali che ti sfuggono. Su Replio la persona AI reagisce a quello che dici davvero. Se rispondi a una domanda che nessuno ha fatto, la conversazione lo fa emergere. Dopo puoi leggere la trascrizione e trovare i momenti in cui hai smesso di ascoltare.

Come far diventare l’ascolto un’abitudine

Un solo workshop non basta. Scegli un esercizio e ripetilo ogni settimana per un mese. La parafrasi è il candidato migliore, perché si inserisce in qualsiasi colloquio individuale.

Poi chiedi al team di applicare una regola nelle conversazioni reali: riassumi prima di dissentire.

Domande frequenti

Quali sono le tre A dell’ascolto attivo?

Atteggiamento, attenzione e adattamento. Arrivi con la disponibilità a capire, ti concentri su chi parla e ti adatti a quello che senti. Gli esercizi qui sopra allenano le stesse competenze.

Quanto tempo serve per migliorare?

La maggior parte delle persone nota una differenza dopo qualche settimana di pratica regolare. Il primo segnale è che interrompi meno. Per parafrasare senza sembrare meccanici serve più tempo.

L’ascolto attivo serve solo ai manager?

No. Ne traggono vantaggio venditori, operatori dell’assistenza e chiunque lavori con altre persone. È anche la base delle conversazioni difficili con i collaboratori, dove sentirsi ascoltati spesso conta per l’altra persona più della decisione stessa.

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